Una giornata quasi perfetta

Oggi sono felice. La felicità di chi si comporta bene, rispetta le istituzioni e il prossimo.  Mi chiamo Costanzo, ho 28 anni ed è stata una bellissima giornata. Quando il sole ti bacia in fronte già sai che sarà un bel giorno. Peccato però che in giro ci siano un sacco di persone che non hanno rispetto per niente e nessuno. Prendete per esempio chi guida. Non sopporto quelli che stanno con una mano sul volante e l’altra a tenere il cellulare all’orecchio. E’ pericoloso! Distoglie attenzione e qualcuno potrebbe farsi male. Io ho il mio bel vivavoce e cerco anche di usare poco il telefono in auto. Ah, poi ci sono quelli che non mettono la freccia o ti sorpassano a destra. Che gli pigliasse…no, che dico, però potrebbero essere più educati.

Se c’è una cosa che mal sopporto sono gli impiegati delle poste, quelli allo sportello per il pubblico.

Sempre a dirti arrivo subito, un attimino, e poi vedi che stanno lì a raccontarsi i fatti loro.

Fossero alle dipendenze del mio capo, glielo farebbe vedere lui chi comanda. Col mio capo non si scherza, se sgarri sei fuori. E’ esigente, ma giusto.

Comunque non mi voglio certo lamentare. Stamani è iniziata proprio bene, ho anche vinto cento euro al gratta e vinci, e pensate che il barista è mio amico e il biglietto me lo aveva pure regalato. Ho conosciuto anche una bellissima ragazza al bar, lei aveva ordinato un cappuccio, come si muoveva accidenti, l’eleganza fatta persona. Si chiama Paola, bei capelli rossi, gran fisico, una voce così sexy che per paura di non essere all’altezza quasi non le chiedevo il numero di cellulare, dopo averci attaccato bottone. Domani sera però usciamo, ho approfittato della giornata iniziata bene e poco più tardi l’ho chiamata. Tump-tump, tump-tump faceva il mio cuore, quando ha detto si poco ci è mancato che mi arrivasse in gola. Un caffè, intanto, poi vedremo.

Però la giornata era ancora lunga, un salto da principale per le direttive del lavoro per oggi, un paio di seccature ma il lavoro è lavoro. Col lavoro si mangia. Se fossero tutti ligi al lavoro come me, qui in Italia le cose andrebbero meglio, mica come quegli impiegati statali che si fanno timbrare il cartellino dai loro compari per rubare soldi allo stato.

Se avessi potuto studiare forse avrei fatto il dottore. Ci penso ogni tanto, ma in casa non giravano troppi soldi e mi sono dovuto arrangiare fin da piccolo, ma non ho rimpianti. Guadagno bene, anche più di un dottore, direi.

Ci vorrebbe un bel disco di Gigi. Bravo Gigi, l’ho anche conosciuto una volta, ad una festa. C’era anche Anna, bella eh, ma dimostra un po’ più della sua età.

Si, perché il capo a volta organizza feste per noi dipendenti, ai migliori di noi fa pure dei regali, ci dà degli extra, insomma. E io, modestamente, sono bravo. A volte mi chiama come quel personaggio di quel film con John Travolta, come si chiamava?  Boh, non ricordo, tanto non l’ho visto, ma parlava di un tipo che risolveva problemi. Sono un factotum della ditta, ecco perché mi chiama così, so dove mettere le mani in molte situazioni.

In pausa pranzo sono andato a trovare mamma. Da quando non c’è più papà è un po’ triste, poi ci si è messo anche mio fratello. L’hanno arrestato alcune settimane fa, accusandolo di un non meglio precisato furto. Mamma c’è rimasta malissimo, io le ho detto che è sicuramente un equivoco e che tutto si risolverà, ho trovato anche un ottimo avvocato per lui. Lei non lo sa, ma mio fratello non è quello stinco di santo che crede. Io gliel’ho sempre detto, trovati un lavoro onesto, Beppe, non far morire la mamma di crepacuore, lascia stare quei tuoi amici che non combineranno mai niente di buono nella vita. Accidenti a lui e alla cocaina, si sta rovinando.

Però oggi mamma era più tranquilla, mi ha fatto il caffè, abbiamo fatto due chiacchiere e poi ho sbrigato alcune commissioni.

Ho visitato alcuni clienti, tutti carini e gentili, è bello quando ti portano rispetto anche se non hai un titolo, ma solo perché sono uno su cui si può contare. Poi per tutta la giornata ero su di giri per l’incontro di stamane, sono sempre tutto elettrizzato per l’appuntamento di domani.

Certo che in macchina nel traffico è proprio un inferno, chi ti sfreccia davanti, chi passa col rosso, chi attraversa le strisce quando per te è verde…sarebbe da affondare sull’acceleratore e portarne via un paio, ma non si può, magari hanno solo fretta e le loro preoccupazioni. Del resto anch’io lavoro sempre di fretta, come non comprenderli?

Ma io sono un buono, ho anche un bel cane, Kid, un mastino napoletano di tre anni, mi sciolgo quando gioca con me, salta, corre, si struscia e mi fa cadere. Oh, fa anche la guardia, mi ha difeso bene in un paio di occasioni, la sua firma è rimasta ben in evidenza su un balordo che voleva farmi del male.

Eh si, perché da queste parti mica è tutto rose e fiori, ci sono un sacco di delinquenti in giro per le strade che se non si impara a difendersi anche da soli, si può finire male. Rimane comunque un posto dove si vive bene, se si conoscono le persone giuste.

Ed oggi avevo proprio la gioia nel cuore, sono pure andato in chiesa a ringraziare la Madonna per la bella vita che mi ha donato. E per i miei due regali più grandi, i miei bambini che, anche se vivono con la loro madre, la mia ex moglie, mi vogliono un bene dell’anima. Sono la mia vita. Li vedo durante il fine settimana, se non ho da lavorare.

Poco fa sono rientrato da una bella cena con dopocena, ero con amici fidati, abbiamo mangiato e bevuto e avevamo tante ragazze intorno, carine, gentili, anche disponibili. Champagne a fiumi, c’era da festeggiare e lo abbiamo fatto alla grande.

Io poi però voglio tornare a casa mia, è il mio regno, mi sento protetto lì,  c’è Kid che mi aspetta, i giochi dei miei bambini,le loro foto. Ho la gioia qua.

Ho un unico cruccio per oggi.

Oggi sarebbe stata la giornata perfetta e mancava poco che la rovinassi,per colpa di  quello spiacevole contrattempo che mi ha fatto sobbalzare. Per fortuna poi è andato tutto bene.

Dentro a quel bar c’era un po’ troppa gente, quasi non riuscivo a lavorare, poi al momento buono la pistola si è inceppata ed ho quasi mancato il bersaglio, chi lo sentiva il capo dopo? Il cuore mi è salito in gola ma dovevo tenere la calma, per fortuna subito dopo il primo colpo è partito, bang nel collo, ero un po’ nervoso, ho dovuto finirlo con altri due colpi alla testa, bang bang, però nessuno mi ha intralciato, hanno capito che stavo solo lavorando ed ho potuto allontanarmi senza problemi.

Una giornata quasi perfetta, Costanzo Apice.

E domani sarà anche meglio.

-liberamente ispirato ad un fatto di cronaca di qualche anno fa; nomi autentici-