In questo colloquio immaginario, condito dall’ascolto -doloroso- di Sally di Vasco, mi scorrono davanti agli occhi le immagini di te statuaria, altera ma fragile allo stesso tempo, lo sguardo velato di tristezza ( sad eyes never lie…) e comunque proteso in avanti, mai a guardare in basso…

Una donna con brutte storie alle spalle, ma sono state proprio sbagliate queste storie? o sono state esperienze diverse, che quando le vivevi erano belle ma il cui ricordo, poi, portava solo dolore, rimpianto, rassegnazione, perché ci hanno insegnato che l’amore non muore mai e che le storie durano per sempre ma poi in realtà non è quasi mai così…

“Questo è solo l’inizio”

Si, cara la mia Sally, quella frase aveva un senso, era così forte e vera che te la ripetevo spesso, perché in realtà c’era del gran bello da sviluppare…abbiamo viaggiato, abbiamo sognato, abbiamo fatto l’amore, abbiamo litigato sui nostri caratteri spigolosi, ci siamo aspettati, abbiamo girato aeroporti in lungo e in largo e aspettato di separarci solo all’ultimo secondo, abbiamo parlato, quanto abbiamo parlato…

e sai cosa c’è, la tua bellezza sta anche nella tua fragilità, nella tua voglia di darti ma sempre a modo tuo, nel tuo attaccamento ai tuoi luoghi, ai tuoi cari, quell’ attaccamento forte e responsabile che ti fa pensare che solo tu possa gestire certe situazioni.

Sally, la verità è che nessuno, nessuno è indispensabile, o meglio non si può pensare che senza di noi certe cose non possono andare perché si finisce col rovinare la nostra stessa vita. Non si può essere sempre arrabbiati col mondo, il mondo è così e lo sarà sempre, un po’ giusto e un po’ no, a seconda dei punti di vista degli attori in gioco.

Perché vedi Sally, la vita e le scelte non sono mai facili per nessuno. Tu lo sai, io lo so. La paura di sbagliare ancora, la paura dei cambiamenti, la paura e basta, irrazionale, che frena la corsa verso la vita, che crea rimpianti, rimorsi, chiude le bocche, blocca le parole è una puttana bastarda che castra le aspettative e gli amori più forti.

Ammazzandoli.

O modificandoli per rendere meno amara la realtà.

A me, Sally, è accaduto questo. A forza di cercare di saltare su di un treno in corsa e di frenarlo con le mie mani nelle tue e le tasche piene di sassi per avere più forza, è accaduto proprio questo. Un sentimento eterno, stabile, diverso. Un bene dell’anima.

Ma che a te, comprendo, non può andare bene, almeno per ora. E col tuo carattere potrebbe non andarti bene mai, ma non è vero che non è mai successo nulla, non è vero che non c’è mai stato nulla, non è vero che sei un cristallo di Boemia esploso in mille inutili pezzi, non è vero che non sei mai stata amata, non è vero che era tutta una finzione.

Non è vero che i frammenti inutili finiranno dimenticati in mezzo al campo, perché nessuno ce li butterà, ma si ricomporranno piano piano in un altro vaso scintillante. Che vivere ne vale sempre la pena, mamma o non mamma.

Perché Sally, non te l’ho ancora detto, ma anch’io sono un po’ Sally.
Siamo tutti Sally, prima o poi.

con amore infinito

Sally

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