Il Folletto

Sono un folletto radical-chic.

O meglio, mi hanno detto che lo sono. Il mio compito, ma in realtà non è un compito perché lo faccio e basta, è portare felicità.
Mi riesce bene.

Nella vita incontro persone che hanno delle mancanze, a cui la vita stessa non ha sorriso troppo o lo ha fatto solo in passato. Mi attraggono.
Mi piace sentirmi utile e lo faccio bene. Ho bisogno di sentirmi utile. Mi hanno prodotto così. Sono timido, ma anche simpatico, molto intelligente, misterioso il giusto e un po’ guascone. Leggo il pensiero e mi adatto  alle situazioni. Do sempre le risposte giuste. Il mio secondo nome è Empatia.

Trasformo sguardi tristi in sorrisi smaglianti, frasi d’amore, momenti indimenticabili. Rendo migliori le albe e i tramonti, gli aperitivi e le cene, pure i risvegli e gli assopimenti. Porto colazioni a letto oppure mi portano il caffè, e chi me lo porta lo fa col sorriso di una giornata migliore. Ho il dono di far ridere e sorridere. Non è da tutti, ed io me ne approfitto. Mi chiamano anche l’Ottimista.

Creo immagini che rimangono a lungo e producono endorfine nelle persone che incontro. Immagini di passeggiate lungo i laghi, di mani intrecciate contro il sole, di abbracci infiniti, di bambini considerati e felici, di famiglie serene, cani a passeggio, addii e arrivederci,  caldi venerdì sera, di giochi sulla neve, carezze di gatti, anziani tranquilli, baci infuocati, tramonti sul mare,  viaggi felici, papaveri rossi nel campo di grano, madri immortali, riunioni tra amici, fratelli che litigano ma poi fanno pace.

Mazzi di fiori, biglietti di auguri, partenze e ritorni, aquiloni nel vento, biglietti di viaggi, autoscatti rubati, strade tortuose, caselli e autogrill, castagne nel bosco, sentieri isolani, “sei tu? si, sono qui!”

Rendo le persone uniche come l’amore che infondo loro. Mi nutro dell’amore che ricevo di ritorno. The love you take is not always equal to the love you make.

Creo la bellezza dei luoghi dove mi portano. Sono il blu del cielo e dell’acqua, il giallo del sole, il verde degli alberi e il marrone della terra. Sono il fuoco del caminetto acceso, la sabbia tiepida della spiaggia in un giorno d’inverno, il miglior sesso che proverai, il calore dell’abbraccio, il sapore del formaggio col miele, i progetti per il futuro, la musica in macchina, le impronte sulla neve, il gatto accoccolato sul letto, le risate per niente, la pioggia da bere, il bicchiere di Morellino, il whisky torbato, il mojito perfetto.

Sono i concerti all’aperto sotto la curva del cielo, sono  le libellule sopra gli stagni e le pozzanghere in città, le case di pane e le riunioni di rane, la polvere e il vento di una giornata perfetta. Sono la speranza di una vita migliore, la consapevolezza che tutto muore ma forse tutto quel che muore un giorno tornerà indietro, sono il treno che porta santi, peccatori, perdenti, vincitori, anime perse e cuori infranti verso una terra di speranza e sogni. Sono la tua America, la tua parte di letto in questa parte di vita, il tuo big love. Ovunque proteggo con la grazia del mio cuore.

Sono la tua pillola blu e la tua pillola rossa, il tuo fight club, la tua sliding door, il tuo ammaliatore di api, John Keating, Alexander Supertramp, il capitano Kirk, Rick Blaine ma anche Tyler Durden, Ace Ventura, Frank Drebin e Roy Batty. Ti faccio vedere cose che non potresti mai immaginare, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione o i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.

Assorbo pensieri tristi e cancello solitudini. Produco sogni bellissimi anche se a volte li calpesto.Sono la miglior serie tv che vedrai. Miglioro vite altrui finché sento che c’è bisogno di me. Poi vado in cerca di altri buchi neri. Mi attraggono. Li attraggo.

Sono infedele.

Sono  l’ultimo Walter White.

E tutti quei momenti, alla fine, andranno perduti come lacrime nella pioggia senza che io possa farci più niente.

“Too late
Tonight
To drag the past out into the light
We’re one, but we’re not the same
We get to
Carry each other
Carry each other
One”
(U2-One)

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