Ricerca

Il mojito perfetto

Il blog di Claudio Stefanini – bestemmie letterarie aperiodiche: scrivono tutti, perché non dovrei farlo io?

Categoria

pensieri

La mia prima volta

Vorrei che tu fossi qui

Immagine

1975. 10 anni

Fino ad allora ricordi confusi, musichette sentite alla radio o al mangianastri Grundig, oppure jingle registrati col registratorino portatile Sanyo, con custodia di finta pelle nera. Quel giorno però arriva mio padre con uno strano disco: in copertina due uomini in giacca che si stringono la mano. Uno è in fiamme, ma continuerà per sempre a stringere quella mano, imperterrito nel suo vestito elegante, nonostante il fuoco arda anche sui capelli.

Thorens TD 166. Puntina su disco. Ciak, azione! Passando per il sintoampli Pioneer – allora erano di gran moda – escono dalle JBL L19 le prime note della mia vita in musica. Shine On You Crazy Diamond colpisce come mai niente prima la mia mente di bambino, iniziando a scavare quel percorso musicale di cui avrebbero fatto parte innumerevoli artisti, noti e meno noti, che ora risiedono stabilmente nei miei archivi fisici e liquidi. L’impatto è di tale portata che posso ricordare, come accade similarmente per i grandi eventi mondiali, tutto ciò che stavo guardando come una gigantesca fotografia tridimensionale: la moquette blu, le poltroncine in tela azzurre stile disco, il mobile laccato bianco portaelettroniche, i quadri alle pareti, le JBL, il Pioneer, il Thorens.

Negli anni avrei poi visto quell’impianto cambiare formazione, Pioneer, JBL, Mitsubishi, ESB,Teksonor e chissà cos’altro. Da ”grande” avrei dato la mia bella parte all’ascolto della musica: Onkyo, Mordaunt Short, Stilo, Krell, California Audio Labs, Audio Research, Teac, Rogers, Leema, Wilson Audio, Olive -finora- credo possano ringraziarmi per averli scelti, come io ringrazio loro.

2006, Lucca. Summer Festival.

Gente che si avvia per lo spettacolo di quella sera di luglio. Verso le 18, siamo su di un lato di Piazza Napoleone, una delle belle piazze lucchesi, partono le note del sound check.

È lei, è proprio lei. Sono elettrizzato, emozionato, groppo in gola e lacrime agli occhi. Le note di Shine On si diffondono nelle vie attorno alla piazza. Roger Waters stasera suonerà quello che rimarrà per molto tempo la mia migliore esperienza live di sempre, ma per me basterebbero comunque quelle note del suond check, quella Shine On You Crazy Diamond che so esser suonata davvero da Lui, con Snowy White e gli altri della band. Lui stasera è qui, ma- gico ed irripetibile cortocircuito emozionale con quel primo ascolto di molti anni prima, per il quale non ringrazierò mai abbastanza mio padre.

Grazie Roger, grazie Papà.

Postilla

2011. Milano. Forum di Assago. 2 aprile: quante volte avrò ascoltato, da quel novembre 1979, quel delirante psicocapolavoro conosciuto da tutto il mondo come The Wall? Centinaia, almeno. Oggi Roger ha deciso di rinnovare il cortocircuito. Sono emozioni fortissime, uno spettacolo senza precedenti. Riproducibile solo in parte, a casa, in digitale e sistema AVS. Le emozioni non cambiano, per fortuna. cambiano solo i mezzi per evocarle.

(mio articolo pubblicato da Suono-giugno 2011, pag. 8)

Il mojito perfetto?

Il mojito perfetto. Non si tratta di ingredienti, anche se un mojito fatto secondo le libere regole della bodeguita e non con le varianti nostrane di sedicenti barman è un passetto in più verso la perfezione.  Vuoi mettere il sapore della hierba buena con quello delle mente che spesso ci propinano i nostri bar? Ma il mojito perfetto è ben altro, è un mood, uno stato d’animo, un insieme di sensazioni che si crea solo in particolari situazioni.

Immagina un tramonto estivo su di una terrazza,una spiaggia, un luogo a cui tieni. Un tavolo, due sedie (ma se ne può anche fare a meno), pensieri positivi, il tempo si dilata, il mondo resta fuori. Solo tu e lei (lui, a seconda dei casi). E il mojito.

La catalisi di intensi momenti di vita.

Il mojito perfetto non è prevedibile. Puoi berne cento ma se la combinazione non è quella giusta, gusterai solo dei buoni cocktail. Al limite ti potrebbero anche ritirare la patente. Perché il mojito perfetto arriva quando meno te lo aspetti. Se sei bravo puoi provare a pilotarlo, a volte ci si riesce.

Il mio non plus ultra sarebbe sulla spiaggia di Buggerru, in Sardegna. Chissà.

Questo blog nasce da un’idea. Potrebbe finire qui oppure contenere cose belle, cose tristi, pensieri, momenti di vita, amici, racconti, recensioni, musica, foto.

Amore c’è già.

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: